I ragazzi delle 10:25 è un racconto che si snoda lungo un viaggio immaginario che vede come protagonisti le sette giovani vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Angela, Luca, Kai, Eckhardt, Francesco, Sonia e Manuela si rialzano dalle macerie dopo l’esplosione per raggiungere il Luogo non Luogo, centro del loro cammino che li guiderà sino alla trascendenza, e riconquistare in questo modo, tutta la vita che gli è stata negata.
Affronteranno loro stessi e i tanti interrogativi di una situazione dimensionale sconosciuta e fortemente allegorica, che rappresenta un passaggio esistenziale fondamentale, prima di giungere all’epilogo nel quale incontreranno Nerus il Signore delle Oscurità, origine di tutti i mali e le macchinazioni contro l’essere umano.
Il linguaggio usato dai ragazzi è un linguaggio adulto e consapevole che collide profondamente con il loro aspetto fisico, perchè nel Luogo non Luogo, il tempo si ferma, si dilata e si trasforma, perché tutto è indefinito e volto al superamento del dolore e della sofferenza. Visita la pagina. Visita la pagina dedicata.
l libro cartaceo uscirà nel mese di ottobre 2026, ma se sei un docente di scuola media e superiore o hai una compagnia teatrale, CONTATTAMI SUBITO PER INIZIARE UNA COLLABORAZIONE! GRAZIE.
marchetti69@yahoo.it
Lettera ai cuori vivi e alle menti pulite (estratto del libro)
Siamo noi, i bambini e i ragazzi delle 10:25; siamo noi le più giovani vittime della strage di Bologna.
Siamo giunti qui in uno spazio indefinito che, piano piano, ci sta trasformando e nel quale scorgiamo come suo ultimo fine la trascendenza.
I nostri cuori e le nostre menti sono vivi e pulite!
Il tentativo di queste nostre righe è proprio quello di arrivare a tutte le coscienze, affinché nel minor tempo possibile, anch’esse possano un giorno essere vive e pulite.
Il nostro è un cammino di riconciliazione che non significa perdono, perché noi non crediamo nel perdono, ma ad un sincero atto di tranquillità e profondità interiore che ha nel futuro la sua collocazione ideale.
I responsabili della nostra morte fisica pagheranno il loro conto con la giustizia terrena e non, ed è giusto che sia così, che ognuno cioè, si prenda la responsabilità delle azioni fatte.
Il punto che vorremmo porre all’attenzione di chi saprà ascoltare, risiede in una semplice domanda :”Esiste davvero il bisogno di uccidere un altro essere umano, quando siamo dotati di tutto il necessario intellettuale, emotivo e operativo, per risolvere e districare ogni situazione?”
Qualcuno di fronte a ciò potrà dire che sono affermazioni semplicistiche e che ci vuole ben altro per dirimere situazioni complesse. Noi diciamo che non c’è niente di complesso nel mettere una bomba in una sala d’attesa di una stazione piena di gente che sta andando in vacanza! Nulla, ma proprio nulla, se non il deliberato sentimento nefasto che muove i cuori neri, nell’unica forma che conoscono: la distruzione.
No, non è della distruzione che intendiamo parlarvi, ma della Costruzione. Costruzione di verità, intesa come sincerità, quella che porta un essere umano a sentire un altro essere umano, nella sua più grande essenza.
Chi ha ordito la strage non corrisponde a questi canoni, per cui nel momento in cui dovranno affrontare il trapasso, le loro coscienze si dissolveranno nel nulla non lasciando nessuna eredità, nessuna impronta, ma il ricordo macabro di vite perdute.
La morale secondo cui tutti verranno perdonati qualsiasi azione nella vita terrena abbiano compiuto anche la più orrenda e infame, semplicemente non è il termine ultimo del nostro compito. Per noi le azioni valide e, soprattutto la loro somma, saranno ciò che genereranno l’infinito e l’immortalità.
Non è un premio, ma il cammino dei giusti, lungo le svariate forme dell’eternità.
Ecco perché ci ritroverete sempre nella mano tesa che chiede aiuto, nell’azione disinteressata, nel bambino che cade nell’intento di imparare a camminare e nelle frasi assolute di chi si ama. Noi saremo lì, noi saremo questo. Noi, a cui il corpo è stato portato via, saremo in ogni dove a ricordarvi che la violenza muore nell’attimo stesso in cui è generata, mentre il suo opposto, la Nonviolenza, è madre e padre del futuro, con o senza corpo.
Non vogliamo creare facili commozioni o sentimentalismi di comodo. Vogliamo fortemente che i sentimenti di cordoglio di questo tempo che viene dopo la strage, siano sempre e in ogni momento suffragati dalle azioni valide di cui facevamo riferimenti prima. Azioni che portano alla coerenza che si manifesta quando una persona pensa, agisce e sente sempre nella stessa direzione, al di là di ogni alibi.
La vita che avremmo dovuto vivere la vivremo comunque in altre forme, perché abbiamo un compito, quello di non fermare il mondo nel suo aspetto peggiore, ma di lanciare innumerevoli atti universali verso la grandezza dell’esistenza.
Quando vi commuoverete guardando un film oppure ascoltando una musica o ancora un nodo alla gola vi sorprenderà incontrando gli occhi limpidi e senza tempo dei bambini, oppure sarete colti da un dolce ricordo di gioventù, significherà che l’universo vi starà parlando, restituendovi l’umanità che in questi anni sembra perduta. Ecco, quando tutto questo accadrà, è lì che noi saremo, proprio lì sempre accanto a voi, per ricordarvi che ogni vita è preziosa e per essa vale la pena lottare.
Queste sono le nostre parole, questa la nostra eredità.
Non illudiamoci, perché questo atto di violenza della bestia umana che ci ha tolto la vita, non sarà l’ultimo, purtroppo altri ne verranno, ma siamo certi che, in ogni epoca, la forza della vita e quindi dell’amore, riuscirà sempre a prevalere sulla brutalità, sin quando l’ultimo sole nascendo, segnerà l’inizio di un nuovo modo di concepire la vita.

All’interno del libro saranno presenti le illustrazioni di Detorax.
Visita la pagina della casa editrice Multimage dedicata ai miei libri. Clikka qui!